icone dimensione udire
4 novembre 2021 | 3 MIN.

Trauma acustico, affrontare il danno da rumore e l’ipoacusia

Un trauma acustico da rumore può generare un danno permanente, irreversibile che ha come esito l’ipoacusia, cioè una condizione di ridotta capacità uditiva.

Cos’è il rischio rumore

Il rumore è una delle maggiori cause di inquinamento ambientale ed è riconosciuto dall’INAIL come fattore di rischio per i lavoratori. Infatti, si calcola che l’esposizione prolungata a rumori elevati durante l’attività lavorativa rappresenti, da sola, il 40% dei casi di malattia professionale.

Le vittime di questo tipo di danno hanno una ipoacusia neurosensoriale irreversibile poiché il rumore danneggia le strutture che trasmettono i suoni al cervello (cellule cigliate). L’unica soluzione per tornare a sentire in modo pieno e soddisfacente, una volta danneggiati, è l’apparecchio acustico.

La soglia di sicurezza è 85 decibel.

Chi rischia danni uditivi a causa dell’esposizione al rumore?

  1. Le persone più esposte sono i lavoratori che passano molto tempo in ambienti rumorosi.

Per l’elevato rischio negli ambienti lavorativi, la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prevede che il datore sia tenuto a fornire dispositivi di protezione individuale ai lavoratori esposti al rumore: si chiamano otoprotettori e sono di diversi tipi: cuffie, archetti, tappi e dispositivi più tecnologici.

  1. Le persone che hanno hobby rumorosi.

Non ci rendiamo conto che nel tempo libero siamo esposti a molti rumori forti:

  • Ascoltiamo musica ad alto volume;
  • Caccia e spari;
  • Sport motoristici (moto e auto da corsa);
  • Bricolage (con l’uso di utensili elettrici o manuali);
  • Giardinaggio (con l’uso di utensili elettrici o a motore).

In tutte queste situazioni siamo esposti per diverse ore a rumori che superano la soglia di 85 Decibel.

Ecco una scala di intensità dei rumori più comuni e di varia natura che possiamo ricondurre alla vita di tutti i giorni:

Infografica

  1. Le persone più avanti negli anni.

L’età ha un’influenza importante sulla perdita uditiva: con il passare degli anni, essendo tutti quanti soggetti al normale processo di invecchiamento, la possibilità di diventare ipoacusici aumenta in modo naturale. Se al passare degli anni associamo anche l’esposizione al rumore forte e costante, il rischio di una perdita uditiva aumenta ancora di più.

  1. Chi è sempre in call

Gli auricolari hanno un ruolo sempre più importante nelle nostre vite lavorative e personali. Ci spostiamo continuamente, lavoriamo da casa, gestiamo le call dall’auto mentre ci spostiamo o anche sul treno e comunichiamo sempre più spesso con i nostri familiari utilizzando gli stessi dispositivi specie quando siamo lontani. L’utilizzo prolungato delle videochiamate e il bombardamento di suoni dagli auricolari può diventare pericoloso se alziamo il volume al massimo per isolarci dai rumori che ci circondano.

Sull’utilizzo di auricolari e soprattutto sul loro impatto sulla salute dell’udito abbiamo scritto un approfondimento dedicato: leggilo qui.

Per prevenire la perdita uditiva è necessario proteggere le orecchie in tutte le condizioni di rischio.

Effetti dell’esposizione al rumore

Tra gli effetti dell’esposizione prolungata ai rumori forti correlati direttamente all’udito ci sono Ipoacusia e Acufene. L’ipoacusia neurosensoriale è la perdita uditiva ad uno o entrambe le orecchie, solitamente parziale, mentre l’acufene è un disturbo che consiste nel sentire un fischio, ronzio o tintinnio nelle orecchie.

Non finisce qui però.

Effetti psichici e fisici extra-uditivi

I sensi funzionano in equilibrio tra loro: quando uno dei cinque sensi ha uno scompenso, ne risente tutto il corpo in termini di benessere generale. L’esposizione e il danno da rumore può produrre vari tipi di conseguenze:

  • Alterazione della produzione di ormoni
  • Alterazioni alla funzionalità gastro-intestinale
  • Alternazioni all’apparato cardiocircolatorio
  • Depressione
  • Diminuzione della vigilanza
  • Ansia

Studi recenti hanno inoltre evidenziato correlazioni tra l’esposizione al rumore della madre e la riduzione e ipoacusie nei neonati alle alte frequenze. In caso di gravidanza quindi, l’esposizione al rumore della madre è pericolosa anche per il bambino e anche se la madre si protegge con otoprotettori il feto è comunque esposto a pericoli per il suo sistema uditivo.

Soluzioni per i traumi da rumore

Le strade per affrontare il rischio rumore sono due: la prevenzione e la correzione.

  1. La prevenzione va messa in atto sia negli ambienti di lavoro che nel tempo libero con l’uso di otoprotettori adeguati alle attività che svolgiamo. Inoltre, poiché le perdite uditive non sono un processo improvviso ma si instaurano lentamente, è fondamentale intercettarle subito per cui è opportuno fare controlli regolari (una volta l’anno) soprattutto con il passare degli anni. Questo perché la perdita si instaura in modo talmente graduale da risultare quasi impercettibile fino a quando i danni risultano gravi.
  2. Una volta riscontrato un danno all’udito, con la perdita di alcune frequenze, l’unica strada percorribile è l’apparecchio acustico da indossare il prima possibile senza procrastinare.

Tutelare l’udito significa tutelare organi di senso tra i più importanti del nostro corpo. Per questo abbiamo deciso di puntare sulla consapevolezza della prevenzione scrivendo una guida gratuita che sarà utile a te ma anche ai tuoi familiari.

Clicca qui sotto per ricevere gratis la tua copia in formato pdf. scarica la guida gratuita

TOPIC: Rumore

Scritto da Nicola Bellucco

Responsabile formazione Centri Audioprotesici, Relatore CRAI Academy. Da oltre 10 anni mi occupo della formazione tecnica e tecnologica degli audioprotesisti di domani.

è stato interessante? Lasciaci un commento

Rimani aggiornato!

Articoli correlati

There are no related posts